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La community di PsicoLAB cerca nuovi autori

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PsicoLAB, rivista online di informazione scientifica, si apre a nuove penne e a nuove proposte. Nato nel 2004 come laboratorio di ricerca e sviluppo in Psicologia, il portale www.psicolab.net è divenuto oggi non solo uno dei punti di snodo dell’informazione psicologica e neuroscientifica italiana, ma anche una grande community dove esperti di varie materie possono confrontarsi su tematiche diverse.

Psicoterapie, Musicologia, Psicologia del Lavoro, Turismo, Arte, Teatro, Salute, Sessualità, Scuola ma anche Marketing, Moda e molto altro: oltre 300 autori mettono a confronto le loro idee, teorie, ricerche su PsicoLAB, con un approccio scientifico e innovativo. E la rivista vuole sempre ampliarsi e aprirsi a nuove materie.

PsicoLAB conta già 217 rubriche all’interno delle sue 17 sezioni principali e un database di oltre 2300 documenti consultabili gratuitamente. Dal 2006 è divenuta una rivista online di informazione scientifica, registrata al Tribunale di Firenze, con una Redazione fatta di giornalisti ed esperti, per ogni diversa sezione del portale, che seleziona e pubblica il materiale.

Oltre 300 tra studenti, docenti, liberi professionisti, ricercatori o semplici appassionati hanno già pubblicato con PsicoLAB e, tramite il sito, alcuni di loro sono stati chiamati come esperti o intervistati da testate nazionali, come il Sole 24 Ore o Repubblica.

Hai un argomento interessante di cui parlare? PsicoLAB ti offre l’opportunità di pubblicare articoli in una delle sezioni tematiche, o di curare una tua rubrica al loro interno. Basta iscriversi sul portale e inviare l’articolo tramite l’apposito modulo presente online.

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Comments
One Response to “Collabora con PsicoLAB.net”
  1. Matilde Perriera ha detto:

    IL CAMALEONTE
    di Salvatore Giannavola

    “Cede ei talor, ma ai tempi rei non serve;
    abborrito e temuto da chi regna,
    non men che dalle schiave alme proterve” …

    L’uomo dai mille volti è icasticamente dipinto nella martellante terzina che ne raddensa l’idea politica. La sua anima incoerente è soffocata da un male di vivere che, di volta in volta, osanna o disprezza, il suo spirito è apparentemente ambiguo, ma non per questo fiacco. Nel “Misogallo”, legittima il peso politico dei nobili, stigmatizzando duramente il fallimento degli ideali illuministi, ma, già, in “Uomo di sensi e di cor libero nato”, sprigiona il suo egotismo e palesa il suo rifiuto verso gli uomini di potere che lo temono e arrossiscono alla sua presenza. Nel trattato “Della Tirannide” prefigura il tiranno come l’unico uomo libero da ogni vincolo e, poi, nelle Satire, non sottrae nessuno alle sue critiche. La plebe volubile e sanguinaria, le Leggi, i Re, i letterati, gli Illuministi ideatori di un sogno diventato incubo, tutti sono altrettanto criticabili. Sfiducia nel futuro, nelle istituzioni, nelle idee politiche, i cui portavoce sono spesso impegnati a risolvere i loro scandali o a scontrarsi con i loro “botta e risposta” adolescenziali, tralasciando la vera missione, quella di guidare una Nazione senza spina dorsale. La new generation, abulica e inerte, sta sospesa nel limbo, fra paradiso e inferno. Disoccupazione, crisi dei valori, tagli, crolli delle borse, guerre fratricide, violenza gratuita, successo a tutti i costi, … sono questi i segni che caratterizzano gli “ignavi” del ventunesimo secolo, anime in pena in cerca di “insegne da inseguire”, di sogni da realizzare, di tabù da sfatare. La nuova generazione, però, non è soltanto negatività. Gruppi di giovani intraprendenti sanno far valere i propri principi e far sentire la propria voce in un deserto ideologico monotono e arido. Alfieri, allora, per questi avanguardisti tanto propositivi, è ancora vivo? Quale il messaggio di questo nobile insofferente di ogni regola e intollerante del clima asfittico del Piemonte sabaudo? Il suo “volto ignudo” fa ancora perpepire il sussurro del suo cuore? Riesce a sviluppare nelle giovani menti uno spirito critico sferzante e concreto? Dà la lente per osservare la realtà politica con occhi diversi e a scardinarne ogni forma di compromesso demistificante? Si leva un coro esultante. Sì, Alfieri ha fatto di necessità virtù, il suo furore irrazionale insegna a “sopravvivere”, a non gettare la spugna. E’ un camaleonte, si mimetizza nell’habitat naturale dei suoi nemici, indossa le vesti del diplomatico, li vince senza dar loro la sensazione di essere stati sconfitti … ecco il suo testamento spirituale.

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